Lezione 3: Le particelle
In questa lezione approfondiremo il discorso sull’uso delle particelle che abbiamo già accennato nella lezione precedente.
Nella lingua giapponese le particelle hanno un ruolo fondamentale in quanto servono a determinare la funzione di parti delle frasi e in molti casi hanno anche lo scopo di dare enfasi e modificare la tonalità.
Esistono moltissime particelle di uso più o meno comune, oggi inizieremo a studiare le più importanti.
1) Particella WA (は)
Se avete letto la lezione numero 2 questa particella dovrebbe già esservi familiare, la sua funzione è quella di indicare il soggetto della frase e la sua particolarità è che si scrive utilizzando il carattere hiragana “HA” ma si pronuncia “WA”.
Il soggetto di questa frase è watashi (io) ed è seguito dalla particella “WA”.
2) Particella KA (か)
Ecco un’altra particella di cui non potrete fare a meno, il carattere “KA” posto al termine di una frase serve a trasformarla in una domanda. Passiamo subito ad un esempio:
Ed ecco che aggiungendo “KA” alla fine della nostra frase l’abbiamo trasformata in una domanda, semplice no?
3) Particella O (を)
Anche questa è una nostra vecchia conoscenza, se vi ricordate la particella “O” (che si scrive con il carattere “WO”) serve ad indicare il complemento oggetto della frase.
4) Particella TO (と)
La particella “TO” è utilizzata come congiunzione e come indicatore del complemento di compagnia.
5) Particella NO (の)
La particella “NO” è utilizzata per indicare il complemento di specificazione.
Come vedete in questo esempio la particella “NO” segue il possessore:
A の B = B appartiene ad A.
Nelle prossime lezioni continueremo a fare pratica con queste particelle e ne introdurremo altre, nel frattempo dateci dentro con lo studio!
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