Il Giapponese

Lezione 4: Introduzione ai verbi

Lezione 4Iniziamo la quarta lezione con 3 motivi per cui il giapponese è una lingua più facile di quanto sembra!

1) Non esistono distinzioni di genere
Al contrario dell’italiano nel giapponese non c’è alcuna distinzione fra maschile e femminile quindi è una cosa in meno da studiare!

2) Non ci sono distinzioni fra plurale e singolare
Nella lingua giapponese non si fa distinzione fra plurale e singolare ma se vi è la necessità di specificare che una determinata parola è al plurale basta aggiungere il suffisso “-tachi” come in questi esempi:

Tomodachi (amico) -> Tomodachitachi (amici)
Watashi (io) -> Watashitachi (noi)

3) Coniugare i verbi è molto più semplice rispetto all’italiano
Dimenticatevi tutti i tempi verbali che caratterizzano la nostra lingua, nel giapponese esistono solo 2 tempi verbali: passato e non passato (i verbi al futuro si coniugano come quelli al presente).

Ovviamente qualche difficoltà la incontreremo e non è proprio così facile, ma è molto meno complicato di come spesso si pensa erroneamente.

Fatta questa premessa passiamo all’argomento della nostra lezione: i verbi!

Esistono 2 tipologie di verbi nel giapponese che si chiamano ichidan (verbi che terminano in iru ed eru) e godan (tutti gli altri verbi, comprese alcune eccezioni di verbi in iru ed eru che rientrano in questa categoria).
Oltre a questi esistono 2 verbi che studieremo in seguito e che non rientrano in alcuna categoria: kuru (venire) e suru (fare).

Questi sono alcuni verbi ichidan:

  • Miru: Guardare
  • Okiru: Alzarsi, svegliarsi
  • Ochiru: Cadere
  • Taberu: Mangiare
  • Deru: Uscire

Questi sono alcuni verbi godan:

  • Iku: Andare
  • Hashiru: Correre
  • Hairu: Entrare
  • Shiru: Conoscere
  • Aruku: Camminare
  • Hanasu: Parlare

Dovete sapere che nel giapponese esiste una netta distinzione fra il linguaggio formale (forma cortese) e quello informale (forma piana) utilizzato principalmente per rivolgersi ad amici o a bambini.
I verbi che abbiamo visto sono in forma piana, per coniugarli in forma cortese dobbiamo utilizzare -masu, vediamo come:

Per gli ichidan:

Miru -> Mimasu
Okiru -> Okimasu
Ochiru -> Ochimasu
Taberu -> Tabemasu
Deru -> Demasu

Non è così difficile, vero? Ora passiamo ai godan:

Iku -> Ikimasu
Hashiru -> Hashirimasu
Hairu -> Hairimasu
Shiru -> Shirimasu
Aruku -> Arukimasu
Hanasu -> Hanashimasu

La forma piana dei verbi è quella che troverete sul vocabolario mentre la forma in -masu è quella che utilizzerete più spesso per rivolgervi a persone in situazioni formali. Ricordate che in Giappone è molto più frequente rivolgersi a qualcuno utilizzando un linguaggio formale quindi prestate sempre molta attenzione per evitare brutte figure!

Per concludere questa lezione introduttiva ai verbi giapponesi vediamo come coniugare i verbi in base alla persona..nulla di più semplice! Nei verbi giapponesi oltre a non esserci alcuna differenza di genere e numero non vi è differenza nemmeno di persona, vediamo un esempio:

Watashi wa taberu / Watashi wa tabemasu = Io mangio
Anata wa taberu / Anata wa tabemasu = Tu mangi
Kare wa taberu / Kare wa tabemasu = Lui mangia
Kanojo wa taberu / Kanojo wa tabemasu = Lei mangia

Come vedete il verbo taberu si coniuga esattamente allo stesso modo per ogni persona.

Vocabolario

  • Watashi: Io
  • Anata: Tu
  • Kare: Lui
  • Kanojo: Lei
  • Miru: Guardare
  • Okiru: Alzarsi, svegliarsi
  • Ochiru: Cadere
  • Taberu: Mangiare
  • Deru: Uscire
  • Iku: Andare
  • Hashiru: Correre
  • Hairu: Entrare
  • Shiru: Conoscere
  • Aruku: Camminare
  • Hanasu: Parlare